Porno milf in barca

La prima volta che aveva sentito pronunciare quella parola, ‘skipper’, d’istinto gli era venuta in mente una marca di succhi di frutta. Mai avrebbe pensato che quello sarebbe diventato il suo mestiere.
Sull’isola molti ragazzi da sempre andavano per mare. C’era chi lavorava sulle barche come pescatore, chi aspettava l’estate per portare i turisti in visita nelle deliziose calette difficilmente raggiungibili a piedi. Ma lui, Sebastiano, era nato in una famiglia di contadini. Zappava la terra e portava al pascolo le bestie dalla mattina quando si svegliava fino al calar del sole. Continue reading

Emma rapita a fin di bene

Emma aveva 23 anni ed una buona dose di angoscia accumulata da cui tenersi lontana. Voleva separarsi da quella vita preconfezionata che le aveva imposto sua madre. Aveva dovuto accettare fin da piccola di vedersi solo con amichette ed amichetti selezionati. A sedici anni si era dovuta separare dal ragazzo che amava tantissimo, solo perché ritenuto troppo ‘fuori’. Adesso, dopo quattro lunghi anni d’università ed appena tre esami dati, diventare psicologa non era più il suo sogno nel cassetto, ma il suo incubo. Per riuscire a pagarsi almeno qualche uscita fuori la sera con le amiche, aveva cominciato a fare la segretaria part-time nella sede di un giornale di annunci. Aveva trovato l’annuncio di lavoro su un bigliettino appiccicato in facoltà e si era subito presentata. Lavorava quattro ore la sera, dalle nove a mezzanotte. Continue reading

La prima esperienza sessuale di Cristiano

Cristiano era sempre stato un ragazzo piacevole e bello. Alto oltre un metro e settanta, occhi azzurri e limpidi, naso piccolo, biondi capelli cinerei tenuti sempre in piega perfetta… e sul davanti un ciuffetto ribelle che sembrava disegnato dalla mano di un pittore. La sua vita l’aveva passata nella città di mare dove era nato. Prima aveva cercato di seguire le orme del padre, marittimo, uomo dalla profonda integrità morale. La vita del marinaio era dura e bellissima, ma Cristiano aveva presto scoperto di soffrire il mare, di essere diverso da suo padre. Non sopportava le lunghe solitudini scandite solo da albe e tramonti, l’incessante rollio sull’acqua che ingabbiava anche i suoi sogni. Continue reading

La porno dottoressa e la sua assistente

Da qualche settimana non stavo bene di stomaco. Non sapevo se si trattasse di un virus o di un’intossicazione alimentare, fatto sta che né con i rimedi naturali, né con le medicine più potenti ero riuscito a guarire. La cosa stava diventando davvero fastidiosa, soprattutto perché ad un appuntamento di lavoro avevo appena conosciuto Angela, una splendida bionda che senza troppi giri di parole mi aveva sedotto, si era fatta portare a cena fuori due o tre volte, ed infine me l’aveva data. Io che ero bassino, ci avevo messo un po’ a prendere le misure con la sua coscia lunga, ed avevo appena cominciato a farla godere per bene, a portarla all’orgasmo. Quei piccoli problemi intestinali però mi stavano bloccando dal vederla più assiduamente ed io ci stavo davvero male.
Così alcuni amici mi consigliarono di prendere un appuntamento da un famoso proctologo in città. Chiamai decisamente imbarazzato perché l’idea di un esame rettale mi faceva venire i brividi. Al telefono mi rispose la segretaria, che parlava con un marcato accento spagnolo. “Il primo buco libero la dottoressa lo ha fra cinque giorni, alle undici di mattina.. può andare?”. La dottoressa? Rimasi di stucco per alcuni secondi prima di rispondere “Ok, fissiamo l’appuntamento”. Continue reading

Orgia di gruppo con calciatori

Le ragazze si davano il turno salendo su e giù dal tavolino ed avevano già destato l’interesse di alcuni gruppetti di maschi. La serata era appena cominciata e Brandi ballava con le sue amiche del cuore. Si festeggiava il ritorno in pista di Bemy, che si era appena lasciata dal fidanzato. Adesso poteva tornare a fare la porca con le amiche, collezionando ogni sera una fava diversa. Continue reading

Una donna col cazzo

Voglio raccontarvi una storia che mi è successa molti anni fa, ma di cui conservo ancora un ricordo vivido. All’epoca avevo appena diciannove anni e stavo lavorando in un cantiere nel centro della città di Napoli. Stavamo ristrutturando un bar ed io cominciavo appena ad imparare la nobile arte della costruzione dei banconi.
Una sera, dopo il lavoro, ci trovammo con altri colleghi per bere qualcosa in un disco-pub piuttosto famoso. L’idea era quella di farsi qualche bevuta per sciogliersi e poi magari vedere di imbeccare due ragazze carine. Il piano iniziale venne però leggermente stravolto, furono infatti le ragazze a trovare noi. Arrivarono d’improvviso sedendosi sui divanetti dove ci eravamo appostati per fiutare le prede. Erano in tre, e tutte avevano in mano una sigaretta spenta, da accendere. Continue reading

Il club del footfetish

Quella sera stavamo al ristorante con Mariantonietta e Franco, eravamo andati a mangiar pesce. All’uscita del locale loro ci invitarono a seguirli a casa per un digestivo e noi accettammo senza riserve. Quando mi alzai dal tavolo, gli occhi mi cascarono su di un particolare punto dell’interno coscia di Mariantonietta. Lei indossava una minigonna giovanile, nonostante fosse a pieno titolo nell’età matura. Si vedeva umido, si vedeva un colore diverso. Qualcosa insomma le colava nell’interno coscia e bagnava le sue candide calze, a pochi centimetri dalla sua vagina e lì per lì pensai che le fosse colato addosso un po’ di brodo di pesce. Continue reading

Le abilità manuali di Michelle

Michelle era stata cresciuta come una piccola principessa. Adorata da parenti ed amici, nello stesso istante in cui aveva cominciato a parlare, si era accorta dell’enorme influenza che aveva sugli altri. Suo padre la prendeva sulle ginocchia e le cantava ‘Michelle, ma belle…’, la canzone che i Beatles avevano scritto proprio per lei, per farla felice.
E lei d’altronde non aveva mai messo in discussione di essere al centro del mondo, su un piedistallo, più in alto di tutti. Già alle scuole elementari aveva cominciato a prendere le misure agli uomini, o almeno da quelli che le facevano il filo. Dava attenzione solo a chi la aiutava coi compiti, a chi le faceva complimenti e regali. Però controllava tutti, nessuno poteva esimersi dall’adorarla. Continue reading