La signora dei melograni

Da quando era arrivata a Parigi Tania aveva fatto l’abitudine a certe apparizioni regolari. Tutte le mattine alle 7 e 45, nel mentre si aggiustava con il phon i capelli sistemati in boccoli, si affacciava alla finestra. Il primo a passare era un pescivendolo basso e largo, che si faceva annunciare col suo furgone dando due sonori colpi di clacson. Poi era la volta del signor Alembert, il decano dei baristi. L’ultimo negozio ad aprire intorno alle 7 e 50 era il fruttivendolo Fontaine, dentro cui lavorava una gentilissima signora di mezz’età. Tania l’aveva soprannominata “la Signora dei Melograni” perché, durante l’autunno, li teneva sempre in bella vista su alcuni cesti di vimini che aveva intrecciato e dipinto lei stessa. Quando entravi in negozio ne aveva sempre uno aperto sul bancone di legno dove tagliava la verdura migliore per le zuppe. Melograni grossi, rotondi e dalla buccia spessa, accesi dei colori caldi della passione dell’autunno. Spaccati a mano come forme di formaggio molto stagionato, all’interno brillavano le loro piccole pepite di color rosso rubino. Annette, ogni volta che qualche cliente più simpatico entrava in bottega, si faceva trovare pronta con la dolce mano protesa in avanti ad offrire qualche chicco pulito del prezioso melograno. Continue reading

Joana la transona

Joana era nata a Sao Paulo ed a sedici anni era scappata di casa cominciando a lavorare. Voleva mettere da parte i soldi per farsi l’operazione, tagliare il pene, attaccarsi due belle tette e ricominciare da zero la sua vita in Italia. Si era formata nei bordelli più luridi della capitale paulista andando prima con delle vecchie signore che apprezzavano il suo petto glabro, il suo corpo esile e longilineo. Poi, appena aveva cominciato la cura ormonale, aveva assaggiato il sapore del cazzo. Continue reading

La prima esperienza sadomaso di Sarah

La prima volta di Sarah nel mondo del sadomaso avvenne quasi per caso. Da un po’ di tempo i rapporti con suo marito Jean si erano un po’ sfilacciati, vuoi per il lavoro, vuoi perché litigavano su tutto. La sana libidine che aveva animato in tutti quegli anni il loro rapporto si era in qualche modo nascosta dietro l’ego dei singoli, tanto più che i due passavano più tempo a masturbarsi ognun per conto suo, piuttosto che trombare. Continue reading

Lo scienziato e la barista

Il mercoledì sera a Bologna era spesso una di quelle serate da non perdere, quasi meglio del venerdì o del sabato. C’erano i localini più piccoli, i circoletti che facevano delle serate danzanti davvero speciali. Ma Mirco e Daniele avevano già dato, come si dice in gergo. I tempi dell’università, dei bagordi ai festini Erasmus, erano ormai andati. Dopo dieci ore di giornata lavorativa senza soste, i due non desideravano altro che sedersi intorno ad un tavolo con gli amici, in uno dei vecchi bar intorno a via del Pratello, a sorseggiare un bicchiere di fresco Lambrusco o di profumata Barbera. Nella zona intorno alla chiesa di San Francesco era tutto un brulicare di vecchie osterie e baretti, dove si trovavano ancora molti bolognesi doc e tanti ex-studenti rimasti a lavorare nel capoluogo felsineo. Continue reading

Pigiama party tra giovani studentesse

Mi ero svegliato quella mattina con la testa che scoppiava, ancora annebbiato dai fumi delle bevute della sera prima. Non ricordavo quasi nulla, se non che circa due settimane prima avevo compiuto diciotto anni, e da allora era stata una continua festa.
Mi recai in bagno per lavarmi il viso e portandomi le mani sotto il naso, per sistemare i baffi davanti allo specchio, sentii uno strano odore dolciastro che proveniva da pollice, medio e indice. Era odore di fica, ne ero certo, le dita ne erano impregnate. D’un tratto, mentre l’acqua scorreva, mi zampillò in mente un particolare importante della serata appena trascorsa. Ero stato a letto con una donna, ne ricordavo vagamente i tratti del volto, i contorni del sorriso. Intravedevo i suoi capelli rossi nella luce che filtrava dalla finestra alta del bagno per portarmi il giorno in casa. Senza neanche accorgermene sentii un grosso rigonfiamento dalle parti delle mutande e fui pervaso dal ricordo di quell’impresa sessuale a cui mi ero dedicato (…mi ero dedicato?) la sera prima. Ma non riuscivo a ricordarmi il nome di quella ragazza, chi fosse e dove l’avessi incontrata. Per sconfiggere il buio, l’oblio, gettai infine il capo sotto l’acqua gelida e sussultando per il freddo mi riebbi.
Certo che ricordavo! La sera prima, in casa, mia sorella Debby – 19 anni, aveva dato un pigiama party con le sue amichette del cuore. Io ed il cane Spugna eravamo stati gli unici invitati di sesso maschile. Continue reading