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IL VECCHIO OTTOCENTO
Fantasia scritta de: paolo34
Letto de: 67 volte.
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Descrizione:
Il vecchio Ottocento è sfumato davanti ai nostri occhi, due cavalli bianchi lo accompagnano verso l'oblio. Le sue colombe sono morte nel grigio del cielo lontano, i suoi violini e le sue musiche tacciono nel silenzio dei ricordi.


Intero:
IL VECCHIO OTTOCENTO



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paolo34 anche scritto:
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AL LAVORO

Di nuovo a Gente Anziana/Racconti Adulti
di e per le un i che nel vecchio dei la del si il in a della ai sue due tra Ottocento, una suo è loro lontano, sì, davanti alla sono nostri questo fuoco, cavalieri gli sempre, sulle labbra, occhi pieni bianca, colombe allora Ottocento con bianchi verso occhi, cavalli sfumato abbraccio, sposi spring, carrozza d'oro bella fu summer..." essi nessuno bianchi, li dai mano blu winter, Il sua erano vi come bianche, sulla fece guerra, ultimo violini cielo silenzio finestra musiche morte l'oblio. Le delle tacciono lo suoi accompagnano grigio addormentata cilindro, s'appoggiava leggenda narro arrivare, andavano marcia, dove bastone, ascoltò. poteva Questa cappello lui testa gran insidiarle giarrettiere appassionata vagando Sentiva medaglie. Era sogno. ricordi. La col braccia toccava soldato, miei posò Aveva sempre. sé riconosciuto amato, perduto! Con amore via portarla selle su puro. Oh, affacciò gridò finestra, fazzoletto ricamato, dito portava d'avorio. tirare baci. Ma pomolo dell'oblio voce, forza appassionati, cenni gridò, pianse, tutta chiamò, passavano, velluto, sogno Napoleone. spegne fiume, così, sempre! * perde... all'epoca Faceva cade Per un'antica collezione parte sempre... pioggia goccia Come Ho trovato forse oltre All'interno, zaffiri, anello datate medagliette scritto, diamanti. decorato chiusa lettera questa piccolo risalente legno, scrigno sempre! assisi piacere, pianse raffigurante insieme... Le bruciavano fiamme dagherrotipo femminilità. Gridò famiglia morire sentì 1827, quel perduta inglese dell'Ottocento, l'uomo amanti, anche allo scrigno, ceppi legno betulla. Oh, famiglia. Accanto addormentato grandi bramosamente stesse c'era forse, ardevano focolare, divorando console, cosce sorriso, dalle date baci giovani promessi, allorché dell'addio, giorno accompagnarono passione? Sì, appartenuti nomi, questi tempo, cavalcarono promesse ricordi pianti, belle salivano rapita faggi, fronde dal vento, insieme destino. Il presagio errava violino partenza, predellino sul prima fine! voce guerra! La Portavano mai cosa abita più. Tutto c'è volti, ora grigi lampi vivono non Tutto quanti ricordi. Oh, ricordi. sogni! Una bosco neve... spogli, tigli grattacieli fumose vita. Inverno, passeggere affrettano, autunno, primavera, Che "Fall, oblio... passanti folle automobili Passano città. veloci, corrono d'acciaio, rotaie tram tanti, tanti fatta perla, un'eternità mani carezze felice bacio. Oggi regalate un'eternità. Sì, quanto condurli gradinata, sotto felicità. Un poi, immenso, fugace, sogno, quasi vorrei passavano uno, ad dell'oblio. E guardava, sui fuggivano mentre uno mentre, fantasma, Gli rinascere. capelli biondi appannata, fuori guardava attendeva dorata spiagge velieri, castelli, fredde solcate vecchie bufera, venti infelici momenti dalla Vecchio volti. "Fall, barba silenzi o Parigi, infranti, crudeli, scaldavano correndo scendevano matrimonio, scalinata tenendosi cielo, volavano mano, celebrato annunziare Oh, leggende... al caro, morto festa, suonavano sempre! Campane destrieri

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