Incesto con Serena, la mamma matura e calda

Serena era sempre stata una donna calda, soprattutto da quando aveva raggiunto gli -anta. Nonostante fosse andata a scuola dalle suore, cresciuta in una famiglia in cui non si parlava mai di sesso, ed avesse affrontato l’adolescenza con timidezza, piegata sui libri.

Aveva trovato il piacere dei sensi intorno ai venticinque anni e da quel momento la sua vita sessuale era stata un crescendo di esperienze. Da una parte era solita comprare libri e frequentare internet alla ricerca di racconti erotici con cui masturbarsi. Ci pensava spesso al sesso, e toccandosi immaginava situazioni di ogni tipo… alcune poi si sarebbero avverate.

A trent’anni aveva piena padronanza della sua persona e poteva contare sul suo aspetto fisico come poche altre erano in grado di farlo. Per sedurre un uomo le bastavano solo gli occhi. Non c’era bisogno di mostrare le sue lunghe gambe lisce affilate nelle ore sudate in palestra, o il culetto sodo sporgente all’infuori; e nemmeno le sue grosse tette sode che ballonzolavano. Bastava appunto sfiorarla con gli occhi, o magari con una mano toccarla nella sua mano, per sentirla femmina.

All’età di trentaquattro anni Serena aveva incontrato Pamelo e dopo pochi mesi era rimasta incinta. Con la nascita di Luis, un bambino carino e vivace, era diventata una milf a tutti gli effetti. La sua vita era cambiata. Ma non l’intensità dei suoi orgasmi, ai quali si dedicava con sempre maggiore assiduità, da sola, con Pamelo oppure con chi capitava.

All’epoca in cui è ambientata questa storia Serena è una bella signora matura e vogliosa di cinquantasei anni, che comincia a frequentare sempre più spesso il pomeriggio il circolo del Burraco. Luis ha ventun anni ed è al terzo anno di Medicina, comincia adesso la pratica sul campo negli ospedali. Luis è un ragazzo preciso ed ordinato, che non ama gli eccessi, e sua mamma crede che sia ancora vergine, perché non l’ha mai visto trafficare troppo con il gentil sesso.
“Ma adesso avrà avuto modo di scoprire come sono fatte le donne?” pensa fra sé e sé Serena.
“Hanno fatto le prove del pronto soccorso con il massaggio cardiaco e la respirazione bocca-a-bocca…” si ripete per convincersi che le cose stiano davvero così.

Stasera però Luis è nervoso. Domani ha un’esame davvero cazzuto, di Pronto Soccorso. Per fissare meglio tutti i passaggi nella memoria, Luis ha bisogno del suo manichino. Ma il cane l’ha buttato in terra ed adesso Luis non si raccapezza a rimontarlo.
Colta da un improvvisa ondata di calore che le ha fatto vibrare il clitoride, Serena d’un tratto esordisce: “se manca il manichino posso aiutarti io tesoro…farò da cavia…sarai il mio dottore!” esclama ridendo a bassa voce. Luis ci pensa un po’ e poi tira fuori il lettino basso, Serena esce per andarsi a mettere in vestaglia stile paziente di ospedale. Torna dopo poco si presenta bellissima e impertinente di fronte al figlio. Il suo seno imponente si gonfia di rosso nel mentre si mette sdraiata sulla schiena sul lettino. Il suo corpo inizia a bollire per l’emozione della situazione e nell’aria si sprigiona profumo di incesto.
”Beh, cosa hai intenzione di fare? A che gioco giochiamo dottore?” chiede divertita Serena.
“All’arrivo in sala il ferito viene registrato nei suoi parametri vitali. Poi si procede al massaggio cardiaco e alla respirazione bocca a bocca.”
“Questo comincia ad essere interessante”, pensa Serena.
Apre la bocca e tira indietro la lingua mentre lui soffia. Luis comincia a premere sui seni caldi stretti dentro la camicia da notte. Mentre Luis strofina involontariamente la punta bollente dei capezzoli turgidi di sua mamma dando il La all’incesto, nell’aria si comincia a sentire un afrore di sessi che si sciolgono.
Così dopo un po’ Serena cominci a guidare le mani guantate del figlio alla scoperta dei suoi prorompenti seni. Poi si allenta la camicetta, e le sue minne esplodono, rimbalzando da una parte all’altra. 
”Ma non abbiamo ancora finito…ora dobbiamo provare la manovra di rianimazione, giusto?” interviene d’un tratto Serena alzandosi in piedi e togliendosi le mutandine. Sente i suoi umori vaginali scendere giù fra le cosce. Luis l’abbraccia e il suo enorme pene fa capolino dai pantaloni.
Non è tanto la lunghezza quanto lo spessore. Con costanti movimenti pelvici si avvicina sempre più e la cappella si insinua fra i buchetti. Dopo alcuni secondi il cazzo di Luis trova la sua strada e dilania le pareti vaginali di Serena che urla per il piacere. Adesso Luis stringe in mano come mozzarelle le belle zinne di mamma e si piega di tanto in tanto in avanti a leccare doviziosamente i suoi capezzoli mentre la perfora.
Luis – come era prevedibile, scopa ritmicamente, ma questo a sua madre piace perché lei è così eccitata che deve solo imparare a prendere il tempo per lanciarsi a valanga in un reticolo di allucinanti orgasmi incestuosi. Dopo una buona ventina di minuti la situazione si è fatta davvero bollente, entrambi si muovono insieme verso l’orgasmo. Scopano ancora per una decina di minuti, con il trapano di Luis che è diventato un vero e proprio martello a percussione capace di spaccare ed allo stesso tempo far godere sua madre come mai le era capitato prima d’ora.
Lui capisce che sta per venire, lei lo guarda un millesimo di secondo negli occhi e s’intendono. Tira fuori il cazzo dalla topa, stringendo la cappella gonfia fra pollice e indice per non venire subito, lei si sdraia masturbandosi avidamente. Poi apre il petto generoso in segno di accoglienza e lui comincia a spremere il suo cazzo e le palle sulle sue tette, inebriandola di sperma. Mentre viene, stringe con le stesse dita con cui si teneva prima la fava – pollice ed indice, le grandi labbra gonfie e pulsanti della sua vagina ed anche lei viene attraversata da un profondo orgasmo.
Luis sente che è successo qualcosa di straordinario… il suo cazzo è stato spremuto come in un frantoio, invece Serena ha una sorta di straordinaria bellezza affiorata, mentre il seme bianco le scola dal seno sul resto del corpo. Si è trattato di un orgasmo brutale ed entrambi sono davvero provati.

“Bene, quando hai bisogno di ripassare per i prossimi esami…sai dove trovarmi…la mamma ci sarà sempre ad aiutarti.”
”Grazie, mamma!”.

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