Orgia di gruppo con calciatori

Le ragazze si davano il turno salendo su e giù dal tavolino ed avevano già destato l’interesse di alcuni gruppetti di maschi. La serata era appena cominciata e Brandi ballava con le sue amiche del cuore. Si festeggiava il ritorno in pista di Bemy, che si era appena lasciata dal fidanzato. Adesso poteva tornare a fare la porca con le amiche, collezionando ogni sera una fava diversa.

Il locale era perlopiù frequentato da ventenni di fascia medio-alta, ben vestiti, in arrivo su luccicanti lambrette e macchine decappottabili. In quella stagione però, in concomitanza con lo svolgimento del torneo di calcio giovanile, si trovavano spesso in giro per locali aitanti calciatori pronti a battere il chiodo con le bellezze locali.
Brandi indossava un vestitino molto stretto di colore verde, un tubino che ne esaltava le forme esili e aggraziate. Le altre invece erano meno eleganti, con delle minigonne molto corte, ballerine ai piedi, maglietta e gilet. Si avvicinarono per primi gli attaccanti moretti di una rappresentativa di calcio di Buenos Aires. Avevano occhi chiari e limpidi sormontati da riccioli neri. Per Bemy, che era in cerca di una repentina consolazione ai tragici drammi d’amore che la divoravano interiormente, la scintilla schioccò subito. Uno dei giovani calciatori si chiamava German ed era un fuori quota. Aveva ventidue anni e quello sarebbe stato il suo ultimo anno di partecipazione al torneo. La invitò a ballare e la portò in mezzo alla pista. Lui muoveva il bacino e la guidava con le mani in alto e dietro la schiena. L’atmosfera fra i due si stava facendo frizzante, ma nel frattempo ai margini della pista lo stesso fuoco non era scoccato fra Brandi, le altre e gli atleti argentini. In quegli istanti inoltre erano giunti nel locale i ragazzi dell’Under 21 del Napoli, nelle cui file si contavano almeno due o tre bonazzi veramente da urlo. Se avesse dovuto scegliere fra quei tre biondini si sarebbe trovata lacerata nella decisione. Alla fine ci avrebbe ragionato molto e poi avrebbe deciso di farseli tutti e tre. Fino a quella sera però questo era rimasto solo un pensiero chiuso nello scrigno dei desideri di Brandi. Adesso ce li aveva davanti quei tre di cui parlava praticamente tutta la città.

L’approccio non fu subito diretto. Brandi conosceva un po’ il napoletano perché sotto il Vesuvio aveva uno zio a cui voleva molto bene. Così decise di passare all’azione da sola, senza interpellare le amiche, che pensava l’avrebbero seguita. Brandi individuò il meno bello, il più basso e sgraziato, fra i giocatori della squadra giovanile di calcio del Napoli, e ci attaccò bottone dichiarandosi interessata al suo percorso sportivo ed alla storia della sua famiglia. Passarono alcuni momenti di chiacchiere e strusciamenti, e dopo pochi minuti di ballo in pista, il piccoletto, che si era scoperto essere un centrocampista, aveva già provato per ben due volte a metterle la lingua in bocca. Ma non aveva fatto gol. In realtà la tattica di lei era ben più ardita. Non mirava che a far arrapare quel piccoletto, chiamandolo in causa per poi magari lasciarlo a guardare, con le mani fra le gambe.
Così, al terzo assalto, lo fermò nuovamente sibilando nel suo orecchio la proposta: “ascoltami, io sono un po’… ehm…. diversa. Mi piacciono molto gli uomini, tanti uomini… diciamo che sono un po’… bhe, sì… ninfomane… così ti vorrei chiedere un favore…mi fai conoscere quei biondini della tua squadra?… Come si chiamano? Sì, loro, Paolo, Jean Baptiste e Vadala.”
Senza batter ciglio il piccoletto eseguì. Riportò senza esitazione il messaggio ai compagni di squadra. Anche se in fondo ai suoi occhi si percepiva una goccia di amarezza, per essere stato soltanto usato da quella bella signorina porca, di contro si sentiva per una volta importante di fronte ai compagni, perché aveva procurato loro un tenero bocconcino.
Si incrociarono alcuni sguardi, il messaggero fece ritorno con la risposta. Loro sarebbero andati a bere qualcosa nell’appartamento che avevano affittato e lei, naturalmente, era la benvenuta.
“Da quel che mi racconti 69 non ne hai mai fatti?!”
“No, me lo sogno da tempo. Per adesso l’ho solo letto nei racconti erotici”.
“Allora aspettami che ci penso io”.

Brandi partì indiavolata, con gli ormoni che le viaggiavano a mille. Doveva convincere le altre signorine a prendere parte a quella serata speciale. Solo Anna aveva risposto di sì.
Pochi istanti più tardi a casa di loro era partita una gara a base di shottini di vodka e di tequila ed al secondo giro dalla tavola di cucina erano passati sul divano a penisola.
C’erano tre uomini e due donne e ben presto la situazione si scaldò a tal punto che le lingue si attiravano tra di loro come calamite. Un po’ per dimostrare a tutti che ci voleva dare dentro per davvero, un po’ perché voleva far ingelosire gli altri, un po’ perché sapeva fosse la strada più facile, Brandi si trovò sdraiata ad aprire la patta dei pantaloni del piccoletto, che si chiamava Lionel ed aveva un uccello bello grosso. D’un tratto si fermò e rimase in mutande, poi riprese a leccare la cappella turgida del centrocampista, che cominciava a zampillare gocce melliflue di liquido seminale.
Ben presto Vadala, il biondo mulatto del Caribe, si avvicinò a Brandi per toglierle le mutandine e cominciare a leccarla nella sua giovane passerina profumata. Pezzo dopo pezzo si stava componendo una catena umana che neanche i racconti erotici 69. Anna, attratta dal bel cazzone che quel fustacchione prometteva di tenere fra le gambe, prese a spompinarlo con vigore, assetata di saggiare il sapore del suo sperma.
La temperatura saliva secondo dopo secondo, ed anche l’ultimo dei tre, Jean Baptiste, un tale con gli occhi celesti ed angelici, si unì alle danze cominciando a strofinare il suo nasone maestoso fra le natiche di Anna che pareva scodinzolasse. La leccava tutt’intorno al suo orifizio nel mentre si trastullava il pisellone con rapide scosse di polso.
Come un vecchio treno a vapore, che impiega il giusto tempo per andare in temperatura e cominciare a carburare, quello strano trenino umano cominciò ad aumentare drasticamente la marcia, e dopo un minuto di intensi mugolii, partirono diverse scariche orgasmiche che fecero scuotere l’intera stanza.

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